Flannery O'Connor pearls
Flannery O'Connor: "una delle tendenze della nostra epoca è di usare la sofferenza dei bambini per screditare la bontà di Dio, e una volta screditata la sua bontà, aver chiuso il conto con lui."
Flannery O'Connor parla del "lettore cattolico medio" (in "La Chiesa e lo scrittore di narrativa", citato da "Nel territorio del diavolo"):
Se si arrivasse a snidare il lettore cattolico medio attraverso le paludi di "lettere al direttore" e altri luoghi dove esce per un attimo allo scoperto, ci si accorgerebbe che è più manicheo di quanto la Chiesa non gli permetta. Separando quanto più è possibile natura e grazia, ha ridotto la sua concezione del soprannaturale ad un pio cliché e ormai è capace di riconoscere la natura della letteratura in due sole forme: il sentimentale e l'osceno. Sembrerebbe prediligere la prima, pur essendo una vera autorità nella seconda, ma di solito la somiglianza tra le due gli sfugge. Dimentica che la sentimentalità è un eccesso, una deformazione del sentimento, più che altro nel senso di un'enfasi eccessiva sull'innocenza, e che l'innocenza, qualora eccessivamente enfatizzata, nella normale condizione umana tende - è legge di natura - a trasformarsi nel suo contrario. Con la Caduta abbiamo perso l'innocenza, e il nostro ritorno a quello stato avviene attraverso la Redenzione determinata dalla morte di Cristo e dal nostro lento parteciparvi. La sentimentalità, saltando a pié pari questo processo nella sua realtà concreta, è un approdo prematuro ad un illusorio stato di innocenza che evoca fortemente il suo contrario. D'altro canto la pornografia è essenzialmente sentimentale, poiché omette il legame tra il sesso e il suo scopo nudo e crudo, disgiungendolo dal significato che ha nella vita, tanto da farne semplicemente un'esperienza fine a se stessa.
(from a fan page for Mary Flannery O'Connor)
Comments [0]